Chiesa di Sant’Antonio Abate di Archi: un’eredità dei monaci basiliani alle porte dello Stretto
Tra gli ultimi tesori che raccontano la presenza dei monaci basiliani nel territorio di Reggio Calabria, la Chiesa di Sant’Antonio Abate di Archi occupa un posto speciale. Per chi percorre il Cammino Basiliano, questo piccolo edificio non rappresenta soltanto una meta da visitare, poco oltre la tappa finale del percorso, ma una preziosa testimonianza di quel dialogo tra Oriente e Occidente che caratterizza l’intero itinerario.
Situata nella parte alta del quartiere di Archi, la chiesa sorge in un luogo che, già nel Medioevo, era strategico per la presenza del torrente Scaccioti, di abbondanti sorgenti d’acqua e di un’importante fiera che richiamava mercanti da tutto il territorio dello Stretto. Fu proprio qui che i monaci basiliani, tra XI e XII secolo, fondarono un luogo di preghiera e accoglienza, lasciando un’impronta ancora oggi riconoscibile.
Un ponte tra Bisanzio e i Normanni
La Chiesa di Sant’Antonio Abate è considerata uno dei più significativi esempi di architettura basiliano-normanna presenti a Reggio Calabria. La sua struttura racconta l’incontro tra la spiritualità orientale dei monaci italo-greci e l’architettura romanico-normanna introdotta successivamente, una sintesi che costituisce uno dei tratti distintivi dell’intero Cammino Basiliano.
Originariamente l’edificio era composto da tre navate; oggi ne rimangono la navata centrale e quella sinistra, mentre la destra è stata trasformata in sacrestia. Nonostante le numerose trasformazioni subite nel corso dei secoli, la chiesa conserva ancora l’atmosfera raccolta tipica degli antichi luoghi di culto basiliani
Una storia segnata da distruzioni e rinascite
La storia della chiesa attraversa oltre mille anni.
Nel corso del XVI secolo subì i devastanti attacchi turchi che colpirono il territorio reggino. Successivamente, tra il XVII e il XVIII secolo, l’edificio fu progressivamente ridimensionato fino ad assumere l’attuale configurazione a navata unica, probabilmente a causa del declino economico e della perdita della funzione originaria del complesso. Anche il terremoto del 1783 e gli eventi sismici successivi lasciarono profonde ferite nella struttura, che venne restaurata più volte fino agli importanti interventi conclusi nei primi anni Duemila.
Le suggestive cripte
Uno degli elementi più affascinanti della chiesa si trova sotto il pavimento.
Durante alcuni lavori sono emerse piccole cripte funerarie, utilizzate per la deposizione dei defunti secondo antiche consuetudini. Le nicchie ricavate nelle pareti, i piccoli canali di drenaggio e gli ambienti voltati raccontano una pratica diffusa nei secoli passati e rendono questo luogo ancora più ricco di fascino storico e spirituale
I tesori custoditi
All’interno della chiesa si possono ancora ammirare alcuni elementi di particolare interesse:
- una vasca per l’acqua benedetta in marmo del XVII secolo;
- la statua lignea di Sant’Antonio Abate, risalente al XIX secolo;
- una lapide del 1634 che ricorda il restauro voluto da una nobile famiglia reggina;
- gli antichi muri in pietra e mattoni, lasciati in parte a vista dopo i restauri, che restituiscono il carattere originario dell’edificio
Un luogo che racconta il Cammino Basiliano
Il Cammino Basiliano non è soltanto un itinerario escursionistico: è un viaggio dentro la storia della Calabria, alla scoperta dei luoghi in cui la spiritualità orientale ha lasciato tracce profonde.
La Chiesa di Sant’Antonio Abate di Archi ne è una testimonianza concreta. Qui si incontrano la memoria dei monaci basiliani, l’influenza bizantina, l’architettura normanna e le vicende di una città che, nei secoli, ha saputo conservare le proprie radici nonostante terremoti, invasioni e trasformazioni.
Per il camminatore rappresenta una tappa ideale prima di raggiungere il cuore di Reggio Calabria e il termine del Cammino: un invito a rallentare, osservare e lasciarsi raccontare una storia che continua da quasi mille anni.
Da non perdere
- Località: Archi (Reggio Calabria)
- Epoca di fondazione: XI-XII secolo
- Stile: basiliano-normanno
- Particolarità: cripte funerarie visitabili, architettura bizantino-normanna, statua lignea di Sant’Antonio Abate e splendida vista sullo Stretto di Messina.
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